Il 66% delle aziende adotta strumenti digitali provenienti da altri settori. Come la convergenza cross-industry tra Manifattura, AECO e Media sta riscrivendo i flussi di progettazione e produzione.
Per decenni, il settore delle costruzioni (AECO), il comparto manifatturiero (D&M) e il mondo dei media e intrattenimento (M&E) hanno operato all’interno di silos verticali ben definiti, con metodologie, software e linguaggi specifici. Oggi, la digitalizzazione e la diffusione dell’Intelligenza Artificiale stanno abbattendo queste barriere, innescando un fenomeno noto come convergenza cross-industry. I dati emersi dall’ultimo report globale AI Pulse di Autodesk dimostrano che l’innovazione più dirompente non si ottiene ottimizzando i vecchi processi, ma integrando strumenti e logiche nati in mercati collaterali.
I leader aziendali hanno compreso che i problemi operativi spesso si assomigliano, indipendentemente dal prodotto finale:
In cima alla lista degli strumenti più scambiati troviamo i programmi di visualizzazione grafica, adottati trasversalmente dal 71% delle aziende M&E, dal 61% dell’AECO e dal 58% della manifattura. Seguono l’edilizia industrializzata (DfMA), il concetto di Digital Factory, i Digital Twin legati all’IoT e l’uso della realtà estesa.
Il report Autodesk evidenzia come questa convergenza cross-industry si traduca in metriche di business straordinarie attraverso l’applicazione pratica:
La convergenza intersettoriale dimostra che la vera trasformazione digitale richiede un cambio di mentalità. Le aziende manifatturiere che integrano logiche di visualizzazione avanzata o gli studi tecnici che adottano la standardizzazione dei processi tipica della fabbrica non stanno semplicemente cambiando software: stanno riposizionando la propria organizzazione per essere più agile, ridurre i rischi operativi ed esplorare nuove opportunità di mercato prima dei concorrenti.